Cause dolore al ginocchio e terapie di cura


I disturbi al ginocchio riguardano almeno una donna su due, senza limiti di età. Nella maggior parte dei casi, i disturbi sono dovuti allo stile di vita. Per esempio dipendono dall’abitudine di fare un’attività fisica intensa, di indossare tacchi alti over 10 cm, di portare spesso pesi. Tutte queste situazioni si ripercuotono sulle ginocchia, il punto sul quale si “scarica” ogni nostro sforzo.
Iniziano così dolori al ginocchio, gonfiore, difficoltà a camminare. Per fortuna oggi ci sono terapie di cura, tecniche chirurgiche ed esercizi di riabilitazione per rimettere in sesto le articolazioni. Protesi hitech, cellule staminali, punturine di acido ialuronico sono trattamenti per curare il dolore al ginocchio.
Ecco le diverse terapie di cura, situazione per situazione.

Lesione al menisco dai 20 anni

In caso di traumi al menisco la soluzione è quasi sempre l’intervento chirurgico per asportare la parte lacerata. Unico problema: può favorire l’artrosi negli anni successivi.
Per chi è molto giovane l’alternativa può essere la sutura meniscale. È la riparazione dello strappo con un particolare apparecchio oppure con aghi e filo speciali. La sutura si può eseguire solo quando la lesione è situata nelle zone periferiche del menisco, quelle più irrorate. Così, i fattori cicatrizzanti (naturalmente presenti nel sangue) favoriscono la riparazione. Rispetto all’intervento tradizionale, l’intervento di sutura meniscale richiede tempi di recupero più lunghi. In pratica, stampelle per un mese e ripresa delle attività sportive dopo sei mesi.

Danno alla cartilagine del ginocchio dai 40 anni

La cartilagine ricopre le ossa nella zona articolare e garantisce fluidità nei movimenti. Può capitare che, per un trauma, la cartilagine si distacchi. Sulla zona danneggiata si può mettere una sorta di “toppa riparatrice”, costituita dalle cellule staminali. È una forma di autotrapianto: vengono prelevate le cellule dal midollo osseo del paziente stesso e vengono poi inserite in una membrana speciale. In questo modo viene costituita una specie di tessuto, usato per ricoprire la parte di osso priva di cartilagine.
Dopo l’operazione, per sei settimane bisogna usare le stampelle. L’articolazione del ginocchio, infatti, deve rimanere a riposo per permettere alle cellule staminali di riparare il tessuto cartilagineo danneggiato. Dopo, è possibile cominciare con gli esercizi di riabilitazione suggeriti dal medico.

Artrosi galoppante dai 50 anni

Farmaci e terapie ormai non riescono più a tenere a bada il dolore perché la cartilagine che ricopre le ossa all’interno delle articolazioni si è completamente usurata? In questi casi si può ricorrere al modello di protesi “salvacrociato”. Il suo plus? La forma permette di conservare i legamenti crociati, cosa che non avviene con i modelli di protesi tradizionali.
Il vantaggio è enorme: l’articolazione mantiene i movimenti naturali, come quelli di rotazione e di piegamento, che altrimenti sarebbero compromessi. Con la protesi tradizionale, infatti, il ginocchio perde inevitabilmente circa un terzo della sua funzionalità.
In più, usando il modello di protesi “salvacrociato”, è dimezzato il dolore dopo l’intervento. Non cambiano invece i tempi della riabilitazione, che rimangono sempre di circa tre mesi.

Le articolazioni cominciano ad invecchiare dai 60 anni

Se il danno alla cartilagine non è così grave da avere “scoperto” l’osso sottostante, si può fermare con le infiltrazioni di acido ialuronico. Il principio attivo si chiama “reticolato“; in pratica, la molecola ha subito un procedimento che la rende più efficace.
Si inietta la sostanza nell’articolazione. L’acido ialuronico si deposita e stimola la crescita della cartilagine.
L’effetto dura a lungo: a sei mesi dalla prima iniezione, otto pazienti su dieci non avvertono più dolore.
Non ci sono controindicazioni: l’acido ialuronico è tollerato da tutti e si può ripetere più volte l’iniezione se il fastidio ricompare.

La riabilitazione del ginocchio

Dopo una cura o un’operazione, per riacquistare mobilità e funzionalità del ginocchio, serve la ginnastica riabilitativa.
Il programma intensivo va iniziato circa dieci giorni dopo l’intervento. In un mese il ginocchio recupera la mobilità e la muscolatura è in grado di sorreggere l’articolazione dandole stabilità.
Il programma deve essere stabilito da un esperto.

La ginnastica riabilitativa in piscina offre diversi vantaggi: non c’è gravità, quindi i movimenti impegnano meno le articolazioni e la resistenza dell’acqua favorisce il recupero del tono muscolare.


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