Come l’ ordine di nascita influenza la personalità


In ordine di nascita” è un libro interessante e di facile lettura. L’autrice Linda Blair spiega come “l’ordine in cui sei nato influenza il carattere e la personalità“. Questo libro rappresenta quindi un’utile guida per comprendere meglio noi stessi, le nostre relazioni familiari, i nostri figli, la scelta del partner.

Linda Blair lavora come terapeuta cognitiva da oltre 30 anni. Gli esempi riportati nel suo libro si basano esclusivamente su casi clinici reali. Nomi e dettagli sono stati modificati e i casi clinici sono stati fusi tra loro per rispettare la riservatezza e proteggere la privacy individuale.

La prima parte del libro descrive le quattro principali posizioni dell’ordine di nascita.
Più in dettaglio, vengono spiegate le caratteristiche tipiche che contraddistinguono un primogenito, un figlio di mezzo, un ultimogenito e un figlio unico.
Nella seconda parte del libro sono presi in considerazione altri importanti fattori che hanno influenza sul carattere.

Carattere del primogenito

Il primogenito ha un forte desiderio di ottenere l’approvazione degli altri, soprattutto di quelli in posizione autorevole, è quindi ansioso di compiacere gli altri.

Il primogenito è rispettoso della legge e conservativo, accetta e rispetta le norme in vigore; ama obbedire alle regole e accetta concetti assodati anziché perseguire idee e teorie radicali.

Vuole sentirsi responsabile e avere tutto “sotto controllo”, per assumere posizioni di comando; ha quindi più probabilità degli altri di ricoprire posizioni di responsabilità.

Tende ad avere successo negli studi.
E’ solitamente ben organizzato, coscienzioso e responsabile.
Il primogenito è amorevole, attento e premuroso; è propenso a offrirsi di badare agli altri.

Tende a una forte autocritica e non si perdona facilmente quando fa uno sbaglio; è portato a fissare standard e aspettative elevati.

Tende più degli altri a sentirsi stressato, è incline a preoccuparsi e soprattutto a sentirsi geloso e in colpa; può quindi ricercare un qualche aiuto psicologico per risolvere i suoi problemi.

Carattere del figlio di mezzo

Il figlio di mezzo riesce ad andare d’accordo con quasi tutti e a ricreare l’armonia sociale quando insorgono dei conflitti; ha buone capacità sociali, è consapevole e sensibile ai bisogni degli altri, è esperto nel trovare compromessi.

Si lascia facilmente convincere e influenzare dalle opinioni degli altri e tende a cedere alla pressione dei pari.

Il figlio di mezzo tende a vedere con chiarezza ciò che può conseguire ed ha aspettative realistiche su se stesso. E’ però spesso afflitto da una mancanza di obiettivi, in parte perchè ha difficoltà a riconoscere quello che vuole davvero.
Tende quindi a vedere con realismo la portata delle proprie capacità, ma spesso non ha ben chiaro cosa vuole principalmente dalla vita.

Tende ad eccellere in ambiti un po’ più creativi e non accademici, per esempio sport, arte o musica.
Il figlio di mezzo è spesso il primo a lasciare la casa paterna oppure è quello che se ne va in età più giovane rispetto ai fratelli.

Ha una maggiore inclinazione a combattere per “cause” e lanciarsi in “crociate” a favore degli oppressi; tende a lottare per i più sfortunati e i bisognosi, ma è poco incline a chiedere aiuto agli altri in caso di problemi.

Esprime la propria individualità in modo insolito, soprattutto durante l’adolescenza; è portato a fasi in cui si veste o comunque si presenta in maniera insolita o estrema, soprattutto da giovane.

Carattere dell’ ultimogenito

L’ ultimogenito ha una natura estroversa, incantevole e “deliziosa”, quando è in compagnia spesso è l’anima del gruppo; affascinante ed estroverso, è quello che maggiormente desidera essere al centro della scena nelle situazioni sociali.

Può rivelarsi manipolatore e coltiva una tendenza alla manipolazione.
Spesso disorganizzato, ha obiettivi meno chiari rispetto agli altri.

E’ spesso creativo e innovativo, è più propenso a seguire la sua strada che ad accettare l’opinione comune.
L’ultimogenito tende ad essere ribelle e a mettere più degli altri in discussione l’autorità.
Tende a correre più rischi degli altri.

E’ vulnerabile a un senso di scarsa autostima, insicurezza e inferiorità.
L’ultimogenito tende a sentirsi facilmente deluso, tradito o “abbandonato” dagli altri.

Carattere del figlio unico

Sa esprimersi estremamente bene e tende ad avere successo negli studi; ha buone capacità di studio e grandi doti comunicative.

Il figlio unico tende ad avere alti livelli di fiducia in se stesso.
Mostra una preferenza verso chi è più grande e vi si identifica.
Riesce a divertirsi e a trascorrere significative quantità di tempo da solo, apprezzandolo.

Il figlio unico possiede una mente logica e organizzata; ha una capacità di logica ben sviluppata e buone doti organizzative.

Tende a sentirsi a disagio, in imbarazzo o teso quando socializza con i pari, perchè spesso si sente “incompreso” da loro.
Mostra una forte tendenza al perfezionismo.
Fa fatica a tollerare il disordine.

Scelta del partner e benessere di coppia

Tra i rapporti più difficili ci sono quelli tra primogeniti o tra un primogenito e un figlio unico.
Quando entrambi vogliono avere il comando, soprattutto se molto competitivi, il conflitto nel rapporto di coppia è estremamente probabile.
Queste relazioni possono comunque funzionare bene, ma solo se ciascun partner rispetta davvero le qualità dell’altro e almeno uno dei due esprime al di fuori del rapporto il desiderio di comandare e dominare.

L’unione tra un figlio unico e un primogenito non è facile. Anche se il primogenito ha buone doti sociali e pertanto è sensibile ai bisogni emotivi del partner, è anche competitivo e quindi tende a rivaleggiare con il partner per prendere il sopravvento nel rapporto. Questo significa che una semplice mancanza di chiarezza rischia di trasformarsi in una spiacevole competizione.
In questo caso, è bene per entrambi i partner cercare un luogo per eccellere al di fuori del rapporto, così da eliminare un po’ della pressione prodotta dalla competizione. E’ utile anche dividersi le responsabilità della casa, anzichè condividerle.

Ultimogeniti e figli unici possono costruire una buona coppia. I figli unici, di solito assennati e coscienziosi, possono farsi carico del meno organizzato partner. A loro volta, beneficeranno dell’ultimogenito, il quale introdurrà un senso di creatività e avventura nel rapporto.
L’abbinamento di coppia più compatibile è quindi tra un figlio unico e un ultimogenito. Il figlio unico apprezza l’approccio poco convenzionale dell’ultimogenito. Nel contempo, l’ultimogenito trae beneficio dal figlio unico organizzato e scrupoloso, perchè questi assumerà il controllo e farà in modo che le scadenze vengano rispettate, come pure che gli aspetti pratici della vita vengano sistemati.

L’unione più difficile per un figlio unico è probabilmente quella con un altro figlio unico. Quando si tratta di capire come andare d’accordo con un suo simile e interpretare accuratamente i segnali emotivi dell’altro, ciascun partner è relativamente inesperto e dunque è grande il potenziale di incomprensione.
Ambedue desiderano prendere il comando e ciascuno probabilmente troverà difficile accettare di essere guidato dall’altro. Per di più, se tutti e due i partner tendono al perfezionismo, saranno anche inclini a pretendere troppo da se stessi, perchè non ci sarà nessuno a mettere un freno e ad esortare periodi di svago e di riposo.

In sintesi quindi, se l’unione è complementare (figlio unico più ultimogenito o figlio di mezzo) invece che competitiva (due figli unici o un figlio unico più un primogenito), raggiungere l’armonia sarà più facile.

Relazione nonni-nipoti

A prescindere dalla tua posizione di nascita, se durante la crescita hai avuto dei nonni a cui volevi bene e che erano parte della tua vita, ne avrai tratto enormi benefici.
Un nonno che si è dimostrato importante nella tua vita ha stimolato lo sviluppo della pazienza e di una serena capacità di giudizio.
Inoltre, i nonni quasi sempre adorano senza riserve i loro nipoti e rappresentano dunque una risorsa vitale d’amore e fiducia in se stessi. Ecco perchè è tanto importante che vi sia un forte legame tra i bambini e i loro nonni.

Fiducia in se stessi

E’ la fiducia nelle tue capacità e nel tuo giudizio. E’ una qualità meglio e più facilmente appresa quando cresci con genitori che ti hanno amato per quello che eri, anziché per i tuoi traguardi.
Gli psicologi lo chiamano “amore incondizionato” ed esso costituisce la base di un positivo senso di sé.
Hai inoltre una maggiore tendenza a crescere sicuro di te stesso se i tuoi genitori ti hanno fatto capire che apprezzavano la tua intelligenza e che nutrivano fiducia nel fatto che prendessi sagge decisioni; lo stesso dicasi se, quando non agivi in maniera così saggia, anziché rimproverarti o criticarti ti aiutavano ad imparare dai tuoi errori.

Se da piccolo nessuno ti ha trattato in questo modo, puoi comunque raggiungere un elevato livello di fiducia in te stesso imparando ad apprezzarti e ad amarti. E’ molto più difficile farlo da adulti che non vederlo messo in pratica da bambini, ma è comunque possibile.
A volte può rivelarsi sufficiente essere amati incondizionatamente da un’altra persona, anche quando questo succede per la prima volta da adulti.


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