Un secondo infarto uccide più del primo. Prevenzione: dieta sana e attività fisica
di Redazione
11/12/2013
Il secondo infarto uccide più del primo. Di solito il primo infarto è un fulmine a ciel sereno. Ma sono purtroppo ancora molti gli italiani che, sopravvissuti ad un primo infarto, si dimenticano dei consigli di prevenzione e continuano con i loro stili di vita nemici del cuore, mettendo così in serio rischio la propria vita.
Eppure l'informazione sui comportamenti da seguire per prevenire infarto e ictus sono sempre più diffusi e i dati dimostrano che la riduzione dei fattori di rischio funziona, riducendo la probabilità di infarto in chi non l'ha mai avuto.
Ciò però non deve far abbassare la guardia a chi un primo infarto già lo ha avuto, perchè l' infarto porta delle conseguenze nel tempo: il primo infarto è un campanello d'allarme, indica che il cuore non è più in perfetta salute e richiede cure, precauzioni, attenzioni.
Il secondo infarto è un evento evitabile e il rispetto di stili di vita "salva cuore" e dei consigli del medico restano prioritari.
Ogni anno molti italiani sono ricoverati a seguito di un infarto, per molti è la prima volta, ma per altri si tratta di una recidiva, cioè un nuovo infarto che colpisce chi ha già avuto questa esperienza.
Se per il primo infarto la mortalità è di circa il 3%, chi ha un secondo infarto ha invece una probabilità di morire pari al 20%.