Acqua minerale: come scegliere la migliore

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L’acquisto dell’ acqua minerale viene fatto di solito in base all’offerta più vantaggiosa. In realtà, l’acqua da bere non è tutta uguale: sapore, qualità e caratteristiche dell’ acqua variano in base al percorso compiuto nel sottosuolo, a diretto contatto con le rocce.
Ogni acqua minerale ha quindi specifiche peculiarità chimiche e fisiche che la rendono più o meno adatta alle diverse esigenze, allo stato di salute e ai personali bisogni nutrizionali.

Che cosa cambia da un marchio all’altro? Il maggiore o minore contenuto di oligoelementi. Le acque minerali presentano una grande varietà di composizione, che può essere verificata leggendo l’etichetta.
Ecco come scegliere!

Acqua minerale e residuo fisso

Normalmente, l’indicazione più ricercata dai consumatori è il cosiddetto residuo fisso, il cui valore (espresso in milligrammi per litro, cioè mg/l) si ottiene portando l’acqua ad una temperatura di 180°C e “misurando” poi la parte solida (in sali minerali) che resta dopo la completa evaporazione.

Spesso la pubblicità decanta la leggerezza delle acque di montagna, che in effetti contengono pochi sali, ma non è questo il parametro giusto per valutare la migliore qualità di un’acqua.
In numerosi casi, un residuo fisso elevato è salutare perché risponde a particolari esigenze dell’organismo, per esempio d’estate o durante l’attività sportiva, quando l’organismo deve reintegrare liquidi e sali persi con la sudorazione.

Sulla base dei sali disciolti all’interno, le acque minerali possono essere classificate in quattro categorie:

  1. l’ acqua leggermente mineralizzata con residuo fisso inferiore a 50 mg/l è la più leggera, diuretica, aiuta ad eliminare l’acido urico e i prodotti di scarto del metabolismo, favorisce la depurazione ed è adatta in pediatria per la ricostituzione del latte in polvere;
  2. l’ acqua oligominerale con residuo fisso tra 50 e 500 mg/l favorisce la diuresi, stimola la funzione renale e facilita l’espulsione di piccoli calcoli; come l’acqua leggermente mineralizzata, è indicata nell’alimentazione del neonato;
  3. l’ acqua minerale con residuo fisso tra 500 e 1500 mg/l ha un’azione analoga alle precedenti, sebbene l’effetto diuretico diminuisca progressivamente con l’aumentare del residuo fisso; è indicata in condizioni particolari, per esempio quando l’organismo è carente di sali e quando si pratica sport;
  4. l’ acqua ricca di sali minerali con residuo fisso superiore a 1.500 mg/l si usa quando occorre reintegrare la perdita di sali legata all’eccessiva sudorazione ed è un’ottima acqua da tavola.

Acqua da bere e sali minerali

L’ acqua minerale va poi scelta sulla base dei diversi tipi di sali disciolti. Le principali categorie sono:

  • acque bicarbonate (con bicarbonato oltre 600 mg/l), favoriscono i processi digestivi se bevute durante il pasto, mentre a stomaco vuoto contrastano l’acidità gastrica;
  • acque solfate (con solfato oltre 200 mg/l), svolgono un’azione lassativa e sono utili nel trattamento del colon irritabile e delle patologie biliari;
  • acque sodiche (con sodio oltre 200 mg/l), sono indicate negli stati di carenza specifici e per reintegrare le perdite di sali durante l’attività sportiva, sono invece sconsigliate ai soggetti ipertesi;
  • acque fluorate (con fluoro oltre 1 mg/l), aiutano a rinforzare la struttura dei denti, prevenire le carie e contrastare l’osteoporosi;
  • acque clorurate (con cloruro oltre 200 mg/l), svolgono un’azione riequilibrante dell’intestino, delle vie biliari e del fegato, hanno un effetto lassativo, ma sono controindicate nei disturbi renali;
  • acque calciche (con calcio oltre 150 mg/l), sono particolarmente adatte durante la crescita, la gravidanza, la menopausa e per le persone anziane, perché contribuiscono a prevenire l’osteoporosi;
  • acque magnesiache (con magnesio oltre 50 mg/l), possono risolvere i problemi di stipsi e sono adatte in caso di stress, perché favoriscono un corretto funzionamento del sistema nervoso;
  • acque ferruginose (con ferro oltre 1 mg/l), sono indicate in caso di anemia o comunque nei soggetti a fabbisogno elevato di questo elemento, come lattanti, adolescenti e donne in gravidanza.

Acqua minerale: nitriti e nitrati

Indicatori di inquinamento, nitriti e nitrati sono i parametri tenuti maggiormente sotto controllo nell’ acqua da bere.
Per i nitrati, il limite massimo consentito dalla legge per le acque minerali è 45 mg/l (10 mg/l per l’infanzia), mentre per i nitriti il valore soglia è 0,02 mg/l.

Fra le informazioni in etichetta che vengono autorizzate dal ministero della Salute ce n’è una, “indicata per la preparazione degli alimenti dei neonati”, che contraddistingue le acque minerali adatte nella prima infanzia grazie alle loro caratteristiche: nitrati inferiori a 10 mg/l e sodio inferiore a 20 mg/l.

Acqua da bere: naturale o gassata?

Per quanto riguarda la scelta tra acqua “liscia” o gassata, si tratta esclusivamente di un gusto personale.
L’acqua gassata va però evitata da chi soffre di meteorismo.

E’ consigliabile bere almeno un litro e mezzo (o due litri) di acqua minerale al giorno, senza attendere lo stimolo della sete.


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Una risposta

  1. Mary says:

    Si, ma la cosa più preoccupante è che ormai l’acqua è messa nelle bottigliette di plastica… è quella che fa davvero male!

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