Cause colon irritabile: intolleranza alimentare al lattosio e al sorbitolo, dismicrobismo intestinale

Per chi soffre di colon irritabile, spesso la pancia “fa le bizze”. Occorre innanzitutto scoprire la causa dei disturbi: perché l’ intestino si irrita facilmente, manifestando gonfiori, meteorismo e alternanza di stitichezza e diarrea (in genere si parla di colon irritabile, ma è una definizione impropria perché anche l’ intestino tenue è coinvolto nel problema). E’ quindi bene effettuare una visita presso un gastroenterologo. Le cause più frequenti del colon irritabile sono due: la prima è un’ intolleranza a sostanze contenute negli alimenti, quali il lattosio del latte (ben il 70% delle persone risulta intollerante al lattosio, ma solo il 30% sa di esserlo) oppure può dipendere da un’ intolleranza alimentare al sorbitolo, impiegato come dolcificante di chewing-gum e caramelle. Una volta esclusa l’ intolleranza alimentare, con opportuni test medici sul sangue, occorre verificare se c’è un dismicrobismo: uno squilibrio cronico del cosiddetto microbiota, cioè l’ insieme della flora batterica intestinale che pesa circa un chilo e mezzo. Spesso il microbiota è alterato per svariate cause: stress, abuso di farmaci, diete incongrue, precedenti gastroenteriti, ingestioni di cibi avariati. Per scoprirlo, basta fare il Breath test, o Test del Respiro, che analizza (in modo semplice e indolore) la composizione dell’ aria insufflata in una provetta.


Attenzione anche alle infezioni: occorre accertarle con esami medici perché se l’ intestino è spesso in subbuglio richiede tempo, esami e disponibilità. La presenza di un’ intollerenza alimentare o di un dismicrobismo abbassa infatti le difese immunitarie dell’ intestino. Il rischio, quindi, è quello di andare incontro a infezioni alimentari, specie se si viaggia e si soggiorna in paesi dalle norme igieniche precarie. Come prevenzione per chi viaggia nei paesi esteri con scarse norme igieniche, nella dieta è bene consumare frutta, verdura, pesce e carne ben cotte, bere solo acqua minerale, evitare cibi esotici mai assaggiati (l’ intestino irritato è un abitudinario) così come evitare le salse e i dolci a base di uova fresche. In caso di dissenteria, è bene farsi prescrivere un antibiotico a effetto locale non riassorbibile (rifaximina), da assumere per sette giorni, e delle capsule di probiotici (l’ ideale è il lactobacillus vulgaris) da prendere mattino e sera per 15 giorni.

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