Probiotici per aumentare le difese immunitarie e per la salute dell' intestino: latte e yogurt con probiotici
di Redazione
27/02/2012
Secondo i più recenti studi scientifici, i probiotici sono dei fermenti "buoni" che hanno molti effetti protettivi sull' organismo. I probiotici sono arrivati in Italia una quindicina d' anni fa e poco alla volta hanno letteralmente invaso i banchi frigo del supermercato. Eppure, a tanto successo non corrisponde altrettanta informazione: molte persone non sanno esattamente cosa sono i probiotici, quali benefici danno, quando e in che quantità è meglio assumerli. Inoltre molti non sanno la differenza tra probiotici e prebiotici. I probiotici sono per lo più batteri, ma in qualche caso anche lieviti, che quando vengono ingeriti si mantengono vivi e vitali. Assunti in quantità sufficiente, i probiotici esercitano funzioni benefiche aiutandoci a mantenerci in buona salute. Per estensione, si chiamano "probiotici" anche gli alimenti che contengono un alto numero di questi stessi batteri, vivi e attivi. I probiotici che vengono aggiunti agli alimenti sono microrganismi dello stesso tipo di quelli "buoni" che abitano normalmente il nostro intestino. I batteri, cioè, che si stratificano a miliardi nella mucosa (il loro numero è superiore a quello di tutte le cellule del nostro organismo) e stimolano il sistema immunitario, formando un' importante barriera contro lo sviluppo di germi nocivi provenienti dall' esterno, e contro il passaggio di sostanze responsabili di allergie.
Ma non è tutto perché alcuni batteri della flora intestinale svolgono anche una funzione nutritiva, producendo vitamine (come la vitamina K e alcune vitamine del gruppo B) e degradando eventuali sostanze tossiche. Non tutti i fermenti lattici sono probiotici. Per potersi definire probiotico un microrganismo deve presentare alcune caratteristiche: deve essere un normale componente della microflora dell' intestino umano in condizioni di salute, deve resistere all' acidità dello stomaco e all' azione della bile per arrivare vivo e senza danni nell' intestino, deve sopravvivere nel passaggio attraverso il tratto gastrointestinale ma anche aderire alle mucose e riprodursi attivamente in modo da colonizzare le pareti dell' intestino, deve favorire il riequilibrio della flora intestinale e aiutare lo sviluppo dei batteri "buoni" dell' intestino, deve essere sicuro (deve cioè essere perfettamente tollerabile e si deve escludere che possa diventare nocivo o dare problemi di tossicità). I vari ceppi di microrganismi probiotici possono esercitare azioni differenti sull' organismo, con varia efficacia. Un' azione comunemente riconosciuta a tutti è quella di protezione dalle infezioni: può bastare una cura antibiotica, un banale malanno, o anche solo uno stato di stress, per rompere l' equilibrio della flora intestinale e lasciare così campo libero ai germi infettivi. È soprattutto in questi casi che si rivelano preziosi i probiotici che sottraggono il nutrimento ai microbi nocivi, si insediano al loro posto nella mucosa intestinale, stimolano il sistema immunitario (concentrato proprio in prossimità delle pareti intestinali), a volte fabbricano essi stessi delle sostanze antimicrobiche attive contro germi specifici, e aiutano a degradare le tossine da loro prodotte.