Nuove cure per le malattie dell’ intestino tenue: polipi intestino e tumore. L’ Enteroscopia dell’ intestino

nuove-cure-per-le-malattie-dell-intestino-tenue-polipi-intestino-e-tumore-l-enteroscopia-dell-intestinoUna nuova apparecchiatura per la Gastroenterologia è a disposizione dei pazienti dell’ ospedale di Busto Arsizio (Varese) grazie alla Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate.
Si tratta di un enteroscopio dotato di una sonda con sistema ottico elettronico presente all’ Unità operativa di Medicina I a indirizzo gastroenterologico. Potrà essere utilizzato per lo studio dell’ intestino tenue, consentendo anche procedure operative oltre a diagnosi in un’ area del corpo umano da sempre difficile da raggiungere.
L’ ospedale di Busto Arsizio è il primo in provincia di Varese, e il terzo in Lombardia, ad essersi attrezzato con questa apparecchiatura che si aggiunge alla videocapsula endoscopica, una metodica introdotta nel 2001: una microtelecamera viene ingerita dal paziente e registra le immagini del piccolo intestino.

NUOVE POSSIBILITA’ DI CURA E DI DIAGNOSI PER LE MALATTIE DELL’ INTESTINO TENUE: trattamento endoscopico non chirurgico, asportazione di polipi, cura del morbo di Crohn, diagnosi tumore intestino e biopsia

Tra le procedure operative, sarà possibile effettuare il trattamento endoscopico (e non chirurgico) di fonti emorragiche, l’ esecuzione di prelievi bioptici, l’ asportazione di polipi o la dilatazione di tratti ristretti del canale intestinale (ad esempio in pazienti con morbo di Crohn).
In pratica, con questa apparecchiatura l’ attività diagnostica può essere combinata con quella terapeutica-operatoria anche nel piccolo intestino, come avviene per lo stomaco e per il colon.

L’ ENTEROSCOPIA PER LA DIAGNOSI E LA CURA DELLE MALATTIE DELL’ INTESTINO TENUE

Per enteroscopia si intende una procedura che consente di raggiungere ed esplorare il piccolo intestino, cioè quel tratto compreso tra lo stomaco e il colon e lungo dai 3 ai 5 metri, accedendovi, a seconda dei casi, dall’ esofago o dall’ orifizio anale. L’ apparecchiatura utilizza a questo fine una sonda flessibile del diametro inferiore a un centimetro dotata di una telecamera. All’ ospedale di Busto Arsizio viene utilizzato un enteroscopio “a doppio pallone”, progettato in Giappone, un sistema che, grazie a due palloncini gonfiabili posti all’ estremità della sonda, permette di avanzare facilmente in un percorso lungo e tortuoso com’è quello dell’ intestino tenue.
Lo strumento, oltre a consentire un’ accurata analisi della mucosa intestinale, è dotato di un canale nel quale si possono inserire “accessori” per intervenire in loco. E questo avviene, ad esempio, in caso di sanguinamenti “oscuri”, di cui non si riesce a comprendere le origini con le tradizionali tecniche diagnostiche.
È quindi possibile cicatrizzare la lesione interna nel corso dell’ indagine.
Oppure, in presenza di polipi, essi si possono asportare contestualmente all’ esame. Inoltre, l’ enteroscopio consente di eseguire prelievi di cellule di tessuto per l’ esecuzione di un esame istologico (biopsia) e quindi diagnosticare un eventuale tumore nonché di trattare i restringimenti del canale intestinale dilatandolo (ad esempio, in pazienti con il morbo di Crohn).





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