Sintomi tumore ovaio donna: ecografia+cura tumore ovaio. Tumore seno e tumore ovaie

Dal cancro alle ovaie si guarisce nel 90% dei casi, a patto che il tumore venga diagnosticato in fase iniziale. Nei casi in cui il tumore non guarisce, può essere comuqnue “fermato” e tenuto sotto controllo con terapie combinate, allungando di molto la sopravvivenza a lungo termine.

Ogni anno molte donne si sottopongono al Pap-test e alla mammografia per la prevenzione del tumore al seno e all’ utero, ma è bene controllare anche le ovaie. Il tumore ovarico infatti è ancora una malattia poco conosciuta, nonostante in Italia si registrino molti nuovi casi all’ anno: il tumore all’ ovaio è la prima causa di morte in ambito ginecologico, e la sesta nella graduatoria dei tumori femminili.

Prevenzione e diagnosi del tumore all’ ovaio: ecografia transvaginale

Per controllare lo stato di salute delle ovaie basta una semplice ecografia. Sarebbe meglio scegliere un ginecologo munito di ecografo per controllare la salute delle ovaie, ma l’ importante è eseguire un’ ecografia transvaginale con sonde ad alta risoluzione almeno una volta all’ anno a scopo di prevenzione, anche se non c’è alcun sintomo. Molti tumori ovarici in fase iniziale sono infatti silenti: senza sintomi.

Nei casi di tumore al seno, controllare anche le ovaie

Se in famiglia ci sono già casi di tumore al seno, occorre tenersi più controllate anche per le ovaie, per due ragioni: la prima è che c’è un’ evidente predisposizione familiare ai tumori, la seconda è che il cancro all’ ovaio e quello al seno hanno spesso origine dalla stessa mutazione genetica, ereditata dal proprio ceppo familiare. L’ ecografia transvaginale è un check-up semplice e non invasivo delle ovaie che, insieme alla visita ginecologica, consente di individuare lesioni in fase iniziale.

Sintomi del tumore all’ ovaio

Più subdolo del cancro al seno o all’ utero, il tumore che colpisce l’ ovaio provoca disturbi che vengono confusi con problemi intestinali o legati al ciclo mestruale: pancia gonfia, dolori alle pelvi, irregolarità mestruali.

Cura del tumore all’ ovaio

Accanto all’ intervento chirurgico e alla chemioterapia (a base di carboplatino e taxolo, sommmcstrati per via endovenosa), sono stati messi a punto nuovi farmaci per una terapia personalizzata, in base alle caratteristiche del singolo tumore all’ ovaio emerse dalla biopsia. Alcune forme di tumore all’ ovaio rispondono molto bene ai farmaci antiangiogenetici, che inibiscono la formazione di nuovi vasi sanguigni per mezzo dei quali il tumore cresce e si espande. Tra le molecole più promettenti di questa classe di farmaci c’è il bevacizumab: un anticorpo monoclonale già somministrato con successo da alcuni anni.

Altre donne invece traggono beneficio da un’altra classe di farmaci di nuova generazione, chiamati “a bersaglio molecolare” perché colpiscono selettivamente una proteina, un enzima o un’ altra caratteristica tipica del cancro. Ad esempio, in tutti i casi in cui il tumore ovarico è di origine genetica, causato cioè da una mutazione dei gem BRCA1 e BRCA2 (gli stessi responsabili del tumore al seno), i cosiddetti inibitori di PARP1 si sono rivelati molto efficaci, senza risultare tossici. Bloccano quell’ enzima chiamato appunto PARP1, che nelle cellule tumorali dà il via alla riparazione del Dna (processo che, in questo caso, è meglio che non avvenga trattandosi di cellule impazzite).

C’è poi un terzo farmaco di nuovissima concezione: si chiama trabectedina e viene estratto da un microrganismo marino che vive nelle radici delle Mangrovie (Ecteinasddia turbinata). La trabectedina è indicata alle donne già trattate con la chemioterapia che presentano recidive a livello del peritoneo.

I centri medici in Italia per la cura del tumore alle ovaie

Un prezioso punto di riferimento per il tumore all’ ovaio è fornito da ACTO: Alleanza Contro il Tumore Ovarico. Si tratta di un’ associazione Onlus, nata nel febbraio del 2010 dalla volontà di numerose donne affette dalla stessa malattia di offrire consigli e informazioni utili. Tre sono gli obiettivi di ACTO: promuovere la conoscenza del tumore all’ ovaio favorendo la diagnosi precoce, facilitare l’ accesso a informazioni utili e cure di qualità, promuovere e sostenere la ricerca sensibilizzando l’opinione pubblica su un problema troppo spesso taciuto.

In Italia il tumore ovarico viene curato efficacemente dai centri oncologici di riferimento, presenti in ogni regione. Consultando il sito ufficiale di ACTO si possono consultare i migliori centri medici presenti in Italia: www.actoonlus.it





Una risposta

  1. elisabetta scrive:

    Buonasera, io purtroppo posso dire con la mia storia drammatica che per quanto riguarda la prevenzione del tumore ovarico nel mio caso si può parlare di vera malasanità. Cercavo un bimbo e una gravidanza, e con i metodi naturali non arrivava, nonostante i valori andassero bene, sia i miei che quelli di mio marito, senza cure e senza niente, e quindi immaginatevi a quante ecografie/esami vari sono stata sottoposta dopo per effettuare eventualmente una stimolazione ormonale che per fortuna non sono mai riusciti a fare, perchè tutte le volte che mi sottopponevo alle ecografie per poi procedere in tale senso vedevano sempre o paraovarica o formazione anecogena. Non mi hanno mai detto invece che avevo una grossa endometriosi (io ho sempre sofferto di forti dolori mestruali sin dallo sviluppo e poi l’ ultimo anno, prima della scoperta del tumore in stadio IIIC, avevo dolori quasi tutti i giorni ed andavo avanti nella giornata con il synflex forte 550mg). Nè poi hanno visto l’ adenocarcinoma endometrioide ovarico bilaterale, a cellule chiare e a medio grado di differenzazione! io sono di Firenze e sono stata rovinata da un primario ginecologico che mi vedeva dall’ 11-2007 e che non ha visto nè l’ endometriosi inizialmente nè il tumore poi, nonostante i marcatori ca 125 e ca 19.9 erano alti e nonostante avessi chiesto più volte anche anni indietro di fare la laparascopia. senza trascurare il fatto che facevo più volte presente che mio padre era stato operato di adenocarcinoma al colon 2 volte, quindi anche con recidiva e con chemioterapia.

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