Helicobacter Pylori: sintomi, test, cura

L’ Helicobacter è un batterio che si insinua nello stomaco e lo danneggia lentamente, ma oggi può essere eliminato grazie a farmaci sempre più efficaci: bastano 10 giorni di cura per eliminare l’ Helicobacter Pylori.
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Molte persone contraggono l’ Helicobacter, ma pochi sanno di averlo: l’ Helicobacter Pylori può infatti essere contratto fin da bambini e tenuto nello stomaco per anni senza sintomi evidenti, fino a quando esplodono dolore, bruciore e nausea. I sintomi esplodono in genere a 35-40 anni.
L’ Helicobacter Pylori è un batterio subdolo, che agisce lentamente e che può danneggiare irreversibilmente lo stomaco nell’arco di 10-15 anni.

Sono stati i due scienziati australiani Barry Marshall e Robin Warren a scoprire (all’ inizio degli anni ’80) l’ esistenza di questo microrganismo, capace di eludere il sistema di difese naturali dell’ organismo e di insinuarsi nella mucosa gastrica, rosicchiandola e indebolendola piano piano, fino a creare lesioni. Nel 2005, Barry Warren e Robin Marshall hanno ricevuto il premio Nobel per la medicina.
Il batterio, chiamato dai due scienziati “Helicobacter Pylori”, per la sua forma a elica riesce a vivere solo in un ambiente acido protetto da uno strato di muco (cioè nello stomaco), resistendo all’azione distruttiva dei succhi gastrici.
Cosa provoca? Il 99% delle gastriti, il 100% delle ulcere peptiche e il 90% dei casi di tumore allo stomaco è causato dall’ Helicobacter.

Oggi però esistono test medici precisi ed efficaci che individuano il batterio in tempi rapidi e che consentono al medico di prescrivere al più presto la cura adeguata: in soli 10 giorni è possibile far regredire le lesioni allo stomaco, debellare l’ Helicobacter e impedire le recidive (la ricaduta capita infatti solo in un caso su un milione).
Ecco tutto quello che devi sapere.

Helicobacter Pylori: sintomi

Spesso i sintomi dell’ Helicobacter sono vaghi e quindi vengono trascurati. Tutto inizia con un banale mal di stomaco, accompagnato da cattiva digestione, senso di peso allo stomaco dopo il pasto, pancia gonfia, nausea, bruciore retrosternale (cioè la sensazione di bruciore localizzata al petto, dietro lo sterno, che può estendersi in basso verso lo stomaco o in alto verso la gola).

Il sintomo principale dell’ Helicobacter Pylori è proprio una cattiva digestione troppo frequente: anche se mangi poco e leggero, fai molta fatica a digerire qualsiasi cibo.
Altri sintomi tipici sono dolore alla pancia, nausea, bruciore di stomaco che risale su per la gola.
Con questi sintomi non è sempre facile lavorare.

Se i sintomi persistono da almeno due settimane, è meglio rivolgersi al medico ed effettuare uno specifico test. Se il test risulta positivo all’ Helicobacter Pylori, la visita dal gastroenterologo diventa fondamentale, soprattutto sopra i 55 anni (l’ incidenza di tumore allo stomaco è infatti maggiore in questa fascia d’età).

Helicobacter Pylori: è contagioso?

Come avviene il contagio?
HELICOBACTER PYLORI: CONTAGIO DALLA SALIVA
La modalità di trasmissione più probabile dell’ Helicobacter Pylori è da bocca a bocca. L’esempio tipico di contagio è quello della mamma che trasmette l’ infezione da Helicobacter al proprio bambino assaggiando la pappa. Su 100 donne portatrici di Helicobacter, 50 donne lo trasmettono al figlio.
Attenzione poi a non scambiarsi in famiglia spazzolini da denti, tovaglioli o asciugamani che devono essere rigorosamente personali.

HELICOBACTER PYLORI: CONTAGIO DALL’ ACQUA
Anche una scarsa igiene favorisce la trasmissione del batterio: nei Paesi in via di sviluppo, dove è più facile bere acque non controllate, l’ Helicobacter Pylori è più diffuso perchè questo microrganismo può rimanere attivo nell’acqua corrente per giorni e infettarla facilmente.

Helicobacter Pylori: che test fare?

Se hai meno di 55 anni, se non c’è familiarità ma accusi sintomi sospetti da un pò di tempo, è consigliabile effettuare (a scelta) il test delle feci oppure l’ Urea Breath Test: si tratta di due esami non invasivi, semplici da eseguire e ad altissima affidabilità (sbagliano solo in 3-4 casi su 100).

L’ esame delle feci si basa sulla ricerca degli antigeni caratteristici del batterio (gli antigeni sono sostanze che, introdotte nell’organismo, sono in grado di indurre la produzione di anticorpi e di reagire con essi).
Basta portare il campione di feci da analizzare al laboratorio e attendere qualche giorno i risultati oppure si può ricorrere all’ Hpsa Test: è sempre un esame sulle feci, ma si compra in farmacia e dà il risultato in soli cinque minuti.

L’ Urea Breath Test invece (detto anche “test del respiro”), è altrettanto efficace per individuare l’ Helicobacter Pylori, ma è meno usato perchè per effettuarlo è necessario uno strumento particolare: lo spettrometro di massa, che è molto costoso e quindi non tutti i laboratori ne dispongono.
Per effettuare l’ Urea Breath Test, bisogna soffiare in una provetta e poi bisogna bere una soluzione a base di una sostanza reagente (l’urea) che, in caso di Helicobacter, reagisce con l’enzima prodotto dal batterio, sciogliendo l’urea in anidride carbonica.
Dopo 30 minuti bisogna soffiare di nuovo in una provetta: se nel fiato vengono trovate tracce della soluzione ingerita, cioè di urea e di anidride carbonica, l’ Helicobacter c’è.

Se soffri spesso di cattiva digestione e bruciori di stomaco, fai subito il test sulle feci o il test sul respiro per accertare se c’è l’ Helicobacter: prima si scopre questo batterio così subdolo, prima si può iniziare la cura e tornare ad una vita normale senza avere più disturbi.

Gastroscopia per Helicobacter Pylori: quando serve farla?

Secondo le linee guida europee, se i disturbi colpiscono chi ha più di 55 anni, il medico deve prescrivere direttamente la gastroscopia: un esame invasivo che consiste nel far passare attraverso la bocca un tubo flessibile a fibre ottiche in grado di visualizzare la mucosa gastrica e di prelevarne alcuni campioni da analizzare in laboratorio (biopsia).
In questo caso, oltre a ricercare il batterio, è indispensabile controllare le pareti gastriche, perché l’ Helicobacter può aver già fatto danni molto estesi.
Se invece in famiglia ci sono o ci sono stati altri casi di ulcera, di gastrite o di tumore allo stomaco, già dai 18 anni è consigliabile sottoporsi al test sulle feci o al test sul respiro e poi, eventualmente, alla gastroscopia.

Helicobacter Pylori: terapia di cura sequenziale

Oggi il trattamento con i farmaci è in grado di debellare il batterio in 94 casi su 100.
Prima l’unica cura disponibile era a base di antibiotici (amossicillina e claritromicina) e di un inibitore della pompa protonica per bloccare la produzione di acido nello stomaco: il trattamento durava una settimana, ma era difficile da portare a termine a causa degli effetti collaterali (come diarrea e bruciore di stomaco), così molte persone abbandonavano la cura e il batterio diventava resistente agli antibiotici.

Oggi è invece disponibile un nuovo trattamento molto più efficace, detto anche “sequenziale”, messo a punto dall’università di Bologna-Policlinico S. Orsola-Malpighi e dall’ospedale nuovo Regina Margherita di Roma.
I farmaci per la cura dell’ Helicobacter Pylori sono più o meno gli stessi, ma vanno assunti in quantità minori e per un tempo più lungo: la cura dura 10 giorni.
Durante i primi cinque giorni si assumono un inibitore della pompa protonica (omeprazolo o esomeprazolo) che inibisce la produzione di acido e protegge lo stomaco, e un antibiotico a base di amossicillina. Entrambe le compresse vanno assunte due volte al giorno, prima di colazione e prima di cena.
Nei successivi cinque giorni si prosegue la cura con tre pastiglie due volte al giorno, sempre prima di colazione e prima di cena: bisogna assumere un inibitore della pompa protonica e due antibiotici, cioè claritromicina e tinidazolo.
A dare più problemi nella precedente cura era l’amossicillina: essendo ora presa per cinque giorni anziché sette, dà meno effetti collaterali. A dare il “colpo di grazia” all’ Helicobacter Pylori ci pensano gli altri due antibiotici (claritromicina e tinidazolo).

Al termine del trattamento di cura, occorre aspettare almeno quattro settimane, poi si effettua di nuovo il test sul respiro o quello sulle feci. Se l’esame è negativo, vuol dire che sei guarito definitivamente.
Se invece il test risulta ancora positivo, bisogna effettuare una gastroscopia per valutare la situazione e un antibiogramma per verificare a quale antibiotico il batterio è più sensibile (l’antibiogramma è un test di laboratorio che serve a determinare quale antibiotico è più efficace nel combattere i batteri responsabili di un’infezione). Ma questo succede solo nel 5-6% dei casi.

Helicobacter Pylori: dieta raccomandata

Per non peggiorare i sintomi, è meglio ridurre al minimo quei cibi che irritano o rendono più acida la mucosa gastrica.
Ecco cosa non bisogna mangiare e cosa invece è bene mangiare.

COSA NON MANGIARE-Stop a:

  • caffè
  • cioccolato
  • menta
  • spezie (sono soprattutto da evitare zafferano e peperoncino)
  • vino bianco
  • aceto
  • arance, pompelmo e agrumi in genere
  • limoni
  • cibi lievitati (come pane, pizza, brioches)
  • gomme da masticare (sono da evitare perché stimolano i succhi gastrici)

COSA MANGIARE-Via libera a:

  • carne bianca (pollo, tacchino, coniglio)
  • pesce
  • pasta
  • riso
  • frutta
  • verdura preferibilmente cotta al vapore

Helicobacter Pylori: centri di cura

Ecco alcuni indirizzi utili a cui rivolgersi per ricevere cure adeguate in caso di Helicobacter Pylori.

BOLOGNA
Ospedale Sant’Orsola Malpighi; tel 051-6363111 oppure tel 051-6364140
E’ un ospedale all’avanguardia: il dottor Dino Vaira ha in particolare collaborato con i due medici Barry Marshall e Robin Warren per la scoperta del ruolo dell’ Helicobacter Pylori nell’ulcera peptica.

MILANO
Fondazione S. Raffaele del Monte Tabor; tel 02-26431
Centro diagnostico italiano; tel 02-483171

MODENA
Azienda ospedaliera universitaria Policlinico
tel 059-4222111

NAPOLI
Azienda sanitaria locale 1, Po. San Paolo
Numero verde 800-888880

ROMA
Ospedale nuovo Regina Margherita
tel 06-58441





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