Uso del computer e salute occhi: consigli contro secchezza degli occhi, rossore, vista appannata

Vivere in simbiosi col proprio computer, non solo per lavoro, ma anche per puro diletto (vogliamo aprire il capitolo Facebook ?) è la causa principale di uno dei disturbi più frequenti per noi uomini e donne del Terzo Millennio: la CVS (Computer Vision Sindrome), cioè la sindrome da visione al computer. Secondo l’ American Optometric Association che ha indagato a fondo, si tratta di una vera e propria malattia, i cui sintomi principali sono secchezza degli occhi, rossore, sensazione di bruciore, indolenzimento, prurito, eccessiva lacrimazione, affaticamento, sensibilità, intolleranza alle lenti a contatto, appannamento della vista, mal di testa, sensibilità accentuata alla luce. Se dopo aver lavorato al pc avete occhi rossi, affaticati, sensazione di bruciore e anche mal di testa o tensione al collo è ora di correre ai ripari. Lo schermo del pc mette a dura prova la vista, perché le immagini non sono chiare come sembrano ed è più difficile per gli occhi concentrarsi. Questo per quanto riguarda nello specifico i problemi agli occhi, mentre le ricadute fisiche di un’ errata postura davanti al pc possono coinvolgere altre parti del corpo e provocare mal di testa, tensione, dolori a collo e spalle (associati soprattutto per chi porta lenti bifocali), dolori a schiena, braccia e polsi, eccessivo affaticamento, nervosismo e sonnolenza. I soggetti più a rischio sono coloro che passano più di un’ ora davanti allo schermo del computer o a un dispositivo elettronico portatile. I disagi si accentuano per uomini e donne over 40 che hanno occhi più sensibili a causa del processo di invecchiamento e quindi accusano maggiori disagi. Le donne sopra i 40 anni, in modo particolare, hanno problemi di secchezza agli occhi, perché con la diminuzione dei livelli ormonali si registra anche un notevole abbassamento della capacità di lacrimazione.


Il dottor Kent Daum, vice presidente dell’ Illinois College of Optometry di Chicago, ha spiegato molto chiaramente i motivi tecnici dell’ insorgere di questa sindrome: “Il computer mette a dura prova la vista soprattutto perché le immagini non sono chiare come sembrano e perché è più difficile per gli occhi concentrarsi in confronto a quanto potrebbero fare su un foglio di carta stampata“. Un individuo, quando lavora al suo monitor, ha un’ attenzione e una prestazione visiva di elevata qualità, perché è più difficile per gli occhi concentrarsi in un campo visivo limitato in una situazione statica. La conseguenza è una riduzione notevole del movimento delle palpebre, fondamentale per spargere il film lacrimale e mantenere il giusto grado di umidità. Questo può comportare fastidi soprattutto per chi è affetto da occhio secco, soffre di allergie o ha difetti visivi bassi (mezza diottria) che normalmente non vengono corretti.

Per limitare i danni o evitarli del tutto occorre seguire poche e semplici regole che chiunque può rispettare con qualche accortezza in più:
1- effettuare visite di controllo periodiche dall’ oculista, che saprà fornire i consigli appropriati al vostro caso;
2- usare eventualmente filtri per gli schermi del pc;
3- battere gli occhi frequentemente, almeno ogni venti minuti fare una pausa di circa 20 secondi per evitare che gli occhi si asciughino e che si verifichino appannamento della vista e irritazione;
4- scegliere un collirio lubrificante (lacrime artificiali) soprattutto quando si usano lenti a contatto;
5- curare l’ illuminazione vicino allo schermo, con una piccola luce che non si rifletta sullo schermo stesso;
6- evitare di posizionare il campo visivo del computer nelle immediate vicinanze di finestre.

Sia la luce artificiale sia quella solare possono creare abbagli e riflessi sul monitor. E questo può affaticare notevolmente gli occhi. Ecco alcuni consigli utili:
1- posizionare il computer in modo che la finestra sia su un fianco del monitor e non davanti o dietro;
2- sistemare le tende in modo che la luce solare non batta sul video e non arrivi dritta negli occhi;
3- spegnete le luci a soffitto troppo luminose;
4- se l’ ambiente non è abbastanza luminoso, accendere una lampada da tavolo;
5- spostare la lampada da tavolo in modo che non provochi riflessi sul monitor e non abbagli;
6- sovrapporre al video uno schermo antiriflesso;
7- applicare allo schermo un filtro antiabbaglio;
8- sorgenti di riflessi meno comuni possono essere le pareti particolarmente bianche;
9- il monitor dovrebbe essere a una distanza compresa tra i cinquanta e i sessantacinque centimetri dagli occhi;
10- lo schermo va pulito frequentemente.

I nuovi occhiali digitali per il Pc

Gli occhiali digitali sono da poco arrivati sul mercato italiano e la Società Italiana di Oftalmologia consiglia di usarli ogni qual volta sostiamo per lunghi periodi davanti al display di un computer, di un palmare, di un telefono cellulare o altri dispositivi elettronici portatili. È inoltre consigliabile effettuare preventivamente un test dello stress visivo, cioè valutare la quantità del vostro disagio come risposta dell’ organismo ad uno stimolo negativo. L’ apparato visivo umano si è sviluppato nei millenni per adempiere a funzioni legate alla vita all’ aria aperta. Le nuove abilità visive richieste dalla vita moderna, quali la guida, la lettura e l’ utilizzo del computer, connesse a condizioni d’ illuminazione prevalentemente artificiale, sono fattori di stress che possono comportare l’ affaticamento o il degrado dell’ organo visivo. Il Test dello Stress Visivo ha lo scopo di rilevare segnali d’ inefficienza della visione che possono manifestarsi nello svolgimento di normali attività quotidiane. Considerando che l’ 85% degli stimoli sensoriali ricevuti dal cervello umano provengono dalla vista, avere una buona qualità e flessibilità della visione è una premessa fondamentale per il proprio benessere generale e per ovviare agli inconvenienti derivati da questo stress. In commercio ci sono delle lenti che utilizzano un materiale usato anche dalla NASA (offrono tra l’ altro una microcorrezione di +0.12 diottrie) ed indossarle eliminerebbe il costante sforzo di focalizzazione a cui gli occhi si sottopongono di continuo quando guardano il monitor di un computer.





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